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Ibidem
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La parola mwawmwbaibìdem (da mwbqibi ["ivi, lì", ma anche "allora"], e mwbgidem ["stesso, medesimo"])cite-ref-1[1], abbreviata mwcwmwdaibid., è un mwdqavverbio di luogo, mutuato dal mwdglatino mwdwmweaĭbīdem (/iˈbiːdem/). In origine aveva un significato sia locativo ("nello stesso luogo"), sia temporale ("nello stesso tempo", "contemporaneamente", "parimenti"). Nell'uso moderno, ha assunto un significato specifico come notazione mwegbibliografica.
Contents
• Note
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Utilizzi dell'espressione
Se in uno stampato (mwfglibro, mwfwopuscolo, mwgarivista, ...) ricorre più volte consecutivamente la citazione di una stessa opera, la prima volta viene indicata per esteso, mentre dalla seconda volta in poi non viene più citata per esteso, ma in forma abbreviata, utilizzando mwgqibidem o altre notazioni simili.
• Si utilizza la notazione mwkqivi ("in quel luogo", dal mwkglatino mwkwibi), per indicare, evitando inutili ripetizioni, che una citazione si riferisce alla stessa opera cui si sia fatto riferimento nella citazione immediatamente precedente;
• Si utilizza la notazione mwlqibidem (abbreviato mwlgibid., che significa propriamente "nello stesso luogo"), quando si vuole indicare che una citazione si riferisce alla stessa pagina cui si sia fatto riferimento nella citazione immediatamente precedente.
La notazione mwmaivi va accompagnata dal numero di pagina, o delle pagine, utili a identificare il passaggio cui ci si vuole riferire; mentre mwmqibidem non necessita di nessuna specificazione. Esempiocite-ref-vianello-2-1[2]:
7. E. Casamassima, Trattati di scrittura del Cinquecento italiano, Milano, Il Polifilo, 1966, p. 71.
8. Ivi, p. 79.
9. Ibid.
Differenza rispetto ad op. cit.
mwsgIvi e mwswIbidem si usano solo quando la citazione per esteso è la citazione precedente (nella stragrande maggioranza dei casi entrambe appaiono nella stessa pagina).
La locuzione mwtqmwtgop. cit. ("nell'opera citata") va usata invece quando la citazione per esteso si trova in un'altra parte del testo (un altro capitolo, un altro paragrafo, ecc.). Nel caso di un articolo di rivista, si usa la locuzione mwtwart. cit.
Differenza rispetto a passim
L'mwuwavverbio mwvalatino mwvqpassim ("qua e là", "ad ogni passo") si usa come notazione bibliografica, quando l'oggetto della citazione, vale a dire l'argomento a cui essa è relativa, ricorre in pagine diverse della stessa opera. Anziché citare tutte le pagine, che sarebbe un'operazione lunga e laboriosa, dopo il nome dell'autore, il titolo dell'opera e le mwvgnote tipografiche si scrive la prima pagina o sequenza di pagine in cui l'argomento menzionato compare e si fa seguire dall'avverbio mwvwpassim.cite-ref-6[6] Esempio:
F. Cordero, Le situazioni soggettive nel processo penale, Torino, Giappichelli, 1956, pp. 1-10 e passim.
Note
cite-note-11. ↑ mwzqLuigi Castiglioni e mwzgScevola Mariotti, mwzwmwaaVocabolario della lingua latina, Torino, Loescher, 1966, mwaqad vocem.
cite-note-venuda-33. ↑ mwdwFabio Venuda, mweaLa citazione bibliografica nei percorsi di ricerca, Milano, Unicopli, 2012, p.mweq 173.
cite-note-44. ↑ mwfqmwfgUmberto Eco, mwfwCome si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche, 25ªmwga ed., Milano, Bompiani, 2014 mwgq[1977], pp.mwgg 228, 253, mwgwISBNmwha 9788845274893.
cite-note-55. ↑ mwiqIbid. (in tondo o in corsivo, con o senza il punto) risulta usatissimo in mwiginglese, dove invece mwiwthere, equivalente al nostro mwjaivi, è poco usato nei riferimenti bibliografici e mwjqhere si adopera soltanto nelle citazioni di articoli di rivista o di contributi in miscellanea, dopo aver indicato un intervallo di pagine, per delimitare ulteriormente, all'interno di tale intervallo, l'indicazione a una pagina precisa.
Bibliografia
• citerefvianelloNereo Vianello, La citazione di opere a stampa e manoscritti, Firenze, Leo S. Olschki, 1970.
Voci correlate